Impermeabilizzazioni

Per effettuare un intervento di impermeabilizzazione fatto come si deve è necessario avere molta esperienza ed una profonda conoscenza delle molte soluzioni disponibili sul mercato, dei criteri di scelta e delle indicazioni ideali di impiego di ciascuna di esse.

Ma occorre, soprattutto, avere una visione d’insieme del contesto costruttivo, dei rapporti reciproci tra materiali ed elementi costruttivi, nonché delle diverse sollecitazioni – termiche, chimiche e meccaniche – cui saranno sottoposti, singolarmente e nell’insieme finale.

Il risultato finale e la tenuta nel tempo di un intervento di impermeabilizzazione, in altri termini, dipendono anche dalla lucidità della sua progettazione d’insieme, dalla capacità di comprendere e prevedere come i singoli elementi lavoreranno – nel complesso e nei loro rapporti reciproci – nel tempo, dalla oculata scelta delle soluzioni e dei materiali di volta in volta più adatti; e ovviamente, ma solo alla fine, anche dalla capacità tecnica e dalla accuratezza di esecuzione.

Capita fin troppo spesso, infatti, di vedere interventi di impermeabilizzazione improvvisati, erroneamente concepiti in fase di progetto ed ancora peggio eseguiti in fase di realizzazione.

Certo per il committente non dotato di solide conoscenze specifiche è difficile valutare le scelte progettuali; qualcosa si può fare, invece, per quanto riguarda la fase di posa delle guaine.

Osservate con attenzione gli installatori all’opera, in particolare durante la fase di saldatura a caldo (ovvero: col classico cannello a gas) della guaina: se vedete che una guaina viene saldata solamente in corrispondenza delle giunzioni tra i diversi fogli… preoccupatevi! La guaina deve essere riscaldata e saldata TUTTA, NON solo in corrispondenza dei giunti: in questo modo il materiale di cui è composta si ammorbidisce e diventa adesivo, adattandosi naturalmente all’intera superficie di posa, diventando una cosa sola con il materiale sottostante e garantendo una grande solidità/affidabilità nel tempo.

Quelli che tirano via, invece, saldano solo le giunzioni, risparmiando così moltissimo tempo (e infatti è uno dei modi più semplici per presentarvi preventivi di spesa particolarmente allettanti!); ma in questo modo la guaina si muove, si dilata e si ritira a seconda delle temperature. Nel giro di poco inizia a spostarsi, a scivolare e a “generare tensioni” nei punti di giunzione: e dal momento in cui le giunzioni entrano in tensione, alla prima infiltrazione d’acqua… è solo questione di tempo.

Un lavoro superficiale, purtroppo, non sempre risulta sospetto al momento della consegna; ma già dopo uno/due anni i lavori malamente eseguiti o frettolosamente progettati iniziano a mostrare i loro limiti, le giunzioni iniziano a cedere, i fogli si scollano uno dall’altro e/o dalle strutture sottostanti… e le infiltrazioni d’acqua fanno la loro comparsa. Quando questo accade, il risparmio ottenuto scegliendo un preventivo eccessivamente basso, si vaporizza in un istante.

Non di rado infatti, le infiltrazioni d’acqua causate da lavori malamente effettuati risultano ancora più subdole del normale, seguono percorsi più tortuosi e possono rendersi manifeste a notevole distanza dal punto di cedimento iniziale: in questi casi la ricerca del punto di origine può richiedere molto tempo e demolizioni progressive a ritroso, con conseguenze facilmente immaginabili in termini di danni, disagi e costi sostenuti. E alla fine – se l’impermeabilizzazione risulta davvero mal fatta – è comunque necessario rifarla completamente per evitare un continuo stillicidio di infiltrazioni ed interventi di riparazione parziale.